mercoledì, novembre 22, 2006

Il genio e la cazzuola


!!DOMANI PORFIDO!!

Questi due fanciulli mi hanno pregato di scrivere questa didascalia, e probabilmente nei prossimi giorni vedrete questi due nostri ormai ex studenti del conservatorio in qualche cantiere con un elmetto giallo e la cazzuola in mano.
Erano pianisti fino all'altra sera ma dopo aver sentito il concerto di Grigory Sokolov al Teatro G. da Udine, credo uno dei pianisti membri della squadra olimpica mondiale e con olimpica intendo proveniente dal monte Olimpo, hanno optato per appendere il pianoforte al chiodo e dedicarsi ad altre mansioni in cui sicuramente potranno eccellere.
Approfittando del congedo dei nostri oramai ex compagni, mi collego all'argomento che vorremmo proporre oggi, ossia la genialità.
L'argomento è molto vasto ma il nostro scopo è quello di proporre nuovi spunti di riflessione sui quali partire.
Innanzitutto quando è che abbiamo la sensazione di ascoltare un genio? E che cos'è un genio?

Credo che quando sentiamo un'esecuzione così perfetta e meravigliosa tale che, immaginando la possibilità di riproduzione della stessa in base alle nostre possibilità, mai, neanche a distanza di secoli, saremmo capaci di imitarla, allora forse pensiamo al genio (forse come giustificazione della sua "soprannaturalità" in modo da bilanciare la nostra inettitudine a riguardo, con un sorriso).
Credo inoltre che quando siamo dinanzi ad una persona che giunge a conclusioni o ad esecuzioni perfette con molta più facilità delle nostre, se tale distacco è enorme, allora penseremo al genio.
Sotto sotto, c'è un procedimento mentale di bilanciamento della nostra autostima. Se vediamo qualcuno superiore a noi, allora dovrà di per forza aver vissuto di meno in altri ambiti, o aver avuto più tempo, ecc. o essere un genio.
"Per autostima e identità: s'intende il bisogno di una valutazione positiva della propria personalità da parte degli altri. L'origine di ciò va ricercata nel fatto che il bambino è portato ad accettare i giudizi dei genitori, sicché da adulto tenderà a ricercare o riprodurre situazioni che lo portino ad acquisire valutazioni analoghe a quelle fornitegli dai genitori.

Legata all'autostima è la pulsione della coerenza interna, ossia la definizione di un'immagine di sé coerente con le esperienze già vissute, o comunque legata ad esse. E' questo che permette alla persona di ritenersi, nel contempo, uguale e diversa dagli altri. L'individuo deve cercare di fornire un'immagine di sé che sia proponibile a accettabile. Cosa che non avviene quando cerca d'imporla con intransigente fermezza o quando non tiene conto delle proposte altrui"(http://www.homolaicus.com/uomo-donna/piscologia_sociale.htm, nov 2006).

Raccogliendo quindi ciò che abbiamo appena detto possiamo dare già una definizione di genio:

- Chi riesce prima di tutti ad acquistare padronanza di un qualcosa in una o più discipline.

Ma spesso, per quanto riguarda un musicista, come tutti noi sappiamo è difficile suonare a memoria un concerto senza un pelo di studio, di conseguenza il genio in questo caso è:

- Chi ha acquisito un corretto ed eccezionale metodo di studio.

Con ciò si sancisce l'esistenza ma allo stesso tempo, forse, la morte del genio, favorendo la nascita di individui con grande forza di volontà e dedizione allo studio che dopo tanto lavoro si mascherano da geni.
E qui le definizioni salgono a quattro:

- Un genio è chi ha del talento per una disciplina;
- Un genio è chi non fa fatica per raggiungere il massimo in una disciplina.
(Talento:predisposizione, particolare capacità e abilità nel fare qualcosa)

Si giunge alla prima affermazione pensando al fatto che un corretto metodo di studio può essere sostituito dal talento che permette al fortunato di aver già a priori acquisito quei meccanismi che per altri saranno frutto di un sudato lavoro. Quindi utilizzando la logica aristotelica: chi ha del talento non fa fatica, chi ha del talento è un genio, il genio non fa fatica.
Forse questa è forse un'utopia presente nella credenza popolare senza corrette analogie nella vita reale, ma senza dubbio è una delle prime conclusioni che la nostre mente attribuisce al concetto di genio.

Einstein diceva che la differenza fra la genialità e la stupidità è che la genialità ha i suoi limiti.
E forse fra questi limiti c'è l'umanità, il particolare talento per una sola determinata materia, l'illusione di superiorità del genio mentre nel retroscena, forse, c'è un disumano lavoro e studio per il raggiungimento di quei determinati risultati.

Proverbi italiani
  • Con la fatica soltanto nessuno divenne mai genio.
  • Dove trovi il genio, trovi in pari tempo una corona di martire.
  • I geni s'incontrano.
  • Il genio è una follia divina.
  • Il genio è una lunga pazienza.
  • Il genio mai non sazia.
  • Il genio non ha bisogno di lettere di nobiltà.
  • Il genio si fabbrica il cielo coi propri sogni.

lunedì, novembre 20, 2006

Santa Caterina, caccia al must dell'anno!!


La mitica patrona della città di Udine si festeggia nell'arco di questa settimana, dal 23 al 27 di novembre in piazza Primo Maggio, famoso 'Zardin Grant'.
Ogni anno, da cinque secoli a questa parte, si rinnova la tradizione di questa fiera; bancarelle, tantissime bancarelle, si incastreranno nella piazza e lungo alcune vie connesse ad essa, per proporre una miriade di prodotti in previsione dei regali natalizi.
Alcune di queste giungono ogni anno, per vendere le stesse mercanzie, e prontissima la clientela di abitudinari, che aspettano solo la venuta di fine novembre, per fare quei determinati acquisti. Altri invece attendono l'avvento di S.Caterina, per fare qualche spesuccia, avvantaggiarsi con i regali di natale, mangiare schifezze o farsi un'allegra nuotata tra un mare di persone, immersi nel grigio clima autunnale friulano di quel periodo.
La cosa però più interessante della manifestazione, sono i must, definiti come quei determinati prodotti che per quell'anno tantissime bancarelle propongono per la vendita. Prodotti che si presume siano maturi per acquisto di massa, e di conseguenza l'offerta deve poter essere a sua volta massiccia. Prodotti di basso prezzo, di solito, ma che presentano una particolare innovazione mai presentatasi negli anni addietro. Quindi ricchi di quella particolare formula [novità+basso prezzo+tempi maturi per la domanda] i cosiddetti must spopoleranno tra le varie bancarelle e probabilmente persuaderanno anche gli acquirenti più taccagni.

Quindi, mentre vi recherete a palazzo Ottelio per la vostra lezioncina quotidiana, questa settimana passerete per forza per la piazza saziandovi di aromi e di gente; date un'occhiata alle bancarelle e scriveteci quello che secondo voi è il must dell'anno (fategli anche una foto se riuscite ed inviatecela).

Buona settimana e S.Caterina a tutti sperando che il vociare sconnesso della folla non disturbi troppo la vostra artistica quiete.

La foto è stata scattata proprio oggi in piazza Primo Maggio, prima del marasma di negozietti ambulanti.

venerdì, novembre 17, 2006

Pelucchi, Grassi, Zudini, le loro risposte a: "cos'è la musica?"


Due giorni fa abbiamo postato questo argomento, una semplice domanda, cercando di argomentarla e chiedendo a tutti voi di provare a dare la vostra risposta (che potete comunque continuare a dare, sprecatevi pure nel rispondere, noi leggiamo volentieri) ed oggi che siamo venerdì (ed è quindi il momento dell'intervista) siamo andati a porre la domanda a tre professori del nostro Conservatorio. Leggiamo un po' cosa ci hanno risposto:



Pierangelo Pelucchi [docente di Cultura musicale generale (Armonia)]:

Cos'è la musica?
Io direi, filosofia del modo di vivere. Forse perchè ho sempre pensato che un musicista concepisce il suo proprio modo di vivere in relazione a come ha studiato, a come ha appreso gli autori, a come ha appreso determinate cose e a come si è formato, ma questo lo si potrebbe dire per tutto (ad esempio per un letterato, e così via). Però la musica è anche, sempre parlando di filosofia, quello che definiva Platone: "ritmo e ordine del movimento"; forse perchè la musica è una cosa che riesce a creare da una parte, una sorta di algoritmi matematici che devono essere, fissi ed immutabili, delle relazioni matematiche, come in una fuga, che se non sono ordinate, se non sono relazionate secondo dei meccanismi assolutamente fissi (le leggi naturali), non possono sussistere e, d'altra parte, centra sempre il tocco personale dell'autore che è quello che definisce veramente la grandezza di un brano rispetto all'altro.
Se si riporta questo in ambito generale, allora pensiamo alla grande fuga di Bach che in fondo non è grande, perchè rispetta tutti i canoni, ma è grande perchè lui è riuscito, mantenendo i canoni, a dare quel qualcosa in più. E forse è per questo motivo che mi piacciono tanto quegli autori che vengono considerati grandi, riflettendoci sopra, sono definiti così non perchè sono stati rivoluzionari, ma perchè, mantenedosi nella corretta filosofia della musica (in questi algoritmi matematici), sono riusciti a creare i grandi brani, dimostrando che, in fondo, il cervello della persona può crearsi il suo andamento. In fondo la filosofia, il modo di pensare, è un ordine interiore che uno riesce a crearsi.

La dimensione spirituale dell'uomo ha un collegamento con la musica?
La dimensione spirituale non solo ha un collegamento, per me, è l'essenza della musica. Che poi ci siano autori che abbiano dirottato la loro produzione quasi essenzialmente sul sacro, facendo coincidere lo spirituale con il sacro, questa è una scelta loro, legata al momento ed alla società in cui vivevano, ma ci sono anche personaggi che pur non avendo trattato in modo particolare la musica sacra, hanno creato un effetto e direi che, secondo me, le cose più belle siano quelle che creano un particolare effetto.
In fondo la spiritualità che cos'è: "è la dimostrazione che, attraverso la musica, si possa mostrare la grandezza che può riuscire a creare una mente umana e allo stesso modo, la povertà che ci può essere, povertà di poche regole, che riescono con un'interiorizzazione, con un modo di pensare, a creare delle grandi cose".
Io penso che gli autori che hanno fatto della musica sacra, penso a Bach, penso a Haendel, ma che non hanno fatto solo musica sacra, alla fine si rivolgevano al sacro perché quella era una giustificazione della spiritualità che volevano trasmettere, e questa è particolarmente bella; ci sono anche molti altri autori che hanno scritto musica sacra solo perché la volevano scrivere. Facendo un esempio, anche se non è bello fare esempi, se io penso alla Messa da Requiem di Verdi, è una delle musiche dove non sempre la spiritualità viene fuori, molto spesso emerge solo fracasso.
Io ritengo che ci sia molta più spiritualità in una Nona di Beethoven, anche se non è un brano sacro. Penso a Mozart, dove, nella sinfonia del Don Giovanni iniziale, c'è più spiritualità di quella che, molto spesso, si trova nei passi del Requiem. O della spiritualità che ci può essere, per esempio, nei concerti brandeburghesi di Bach che sono, in fondo, una parte abbastanza esigua rispetto alla grandezza delle cose che lui ha fatto.
La spiritualità è proprio connessa al modo di pensare, è una questione anche di pensare alla musica, come elemento che crea l'eterno. Pensando a Mayr, il maestro di Donizetti, che è un personaggio ancora poco conosciuto. Questo maestro diceva che se attraverso un passaggio musicale, in un qualsiasi punto che può essere in un'opera, oppure in un brano di musica sacra o in un brano di musica strumentale, eccetera, si riusciva a far suscitare nell'ascoltatore un senso di interiorizzazione, oppure un senso della ricerca della spiritualità, o quello che noi più volgarmente diremmo oggi un "brivido", un solo passaggio di questo, avrebbe già giustificato la vita, l'intera vita, l'intera produzione, lo studio, di un musicista. Perché questa, è la vera spiritualità: far arrivare il sentimento personale attraverso delle note, le note sono solo un'interfaccia per fare arrivare il sentimento al pubblico.



Gilberto Grassi [docente di Fagotto]:

Cos'è la musica?
Innanzitutto è un insieme di suoni che, articolati in determinate maniere, producono delle armonie, delle musiche, eccetera. Poi, di conseguenza, c'è un distinguo: tra il principio per cui è nata la musica, il fatto che l'uomo voleva riprodurre dei suoni per imitare ad esempio degli animali, e di conseguenza ha iniziato a costruire degli strumenti; e la musica come la intendiamo oggi.
Dagli inizi, piano piano, la cosa ha iniziato ad evolversi ed ha avuto una sua regolamentazione ed è diventata la musica che facciamo tuttora.
Poi ci sono dei cultori di determinati tipi di musica e cultori di altri tipi, per dire: la musica classica è una cosa, la musica lirica è un'altra cosa, la musica leggera un'altra cosa ancora, la musica jazz è un'altra cosa a mio avviso a sé stante, la musica contemporanea, per me, è un'insieme di grandi suoni e rumori che a mio avviso non esprime nulla. Quindi la musica si può distinguere in base a quello che ci esprime.
Quindi, ripeto, in principio c'era un bisogno, personale, fisiologico, di riprodurre o imitare determinate cose, determinati suoni. Di conseguenza i primi suoni erano sgraziati, erano stonati e così via. Poi, piano piano, con la ricerca personale portata al miglioramento, si sono riusciti a costruire i primi strumenti.
Se si pensa agli aborigeni che comunicavano solo attraverso rumori, battendo, ad esempio, sui rami, sugli alberi, solo per il loro fabbisogno di comunicazione e trasmissione di determinate sensazioni.
La musica che intendo io, infine, deve essere un qualcosa di piacevole da sentire, un qualcosa che ti dà delle emozioni, delle sensazioni quindi o qualsiasi altra cosa si ricerchi in essa.



Giuseppe Zudini [docente di Teoria, Solfeggio e Dettato musicale]


Cos'è la musica?
La musica che la maggior parte della gente ascolta è sostanzialmente la musica dei mass media, ed i mass media fanno solo affari e quindi lo studiare, l'entrare in contatto diretto con la musica ci fa diventare appunto, migliori, perché affina la nostra sensibilità ci fa capire le cose e le persone che ci stanno intorno ed anche il mondo che ci sta intorno.
Se noi usiamo la musica solo come consumo, possiamo ballare, trovarci in un disco-bar, ridere e scherzare ma comunque usando male quello che è la musica che invece io ritengo sia un qualcosa comunque più serio.
Anche la musica leggera potrebbe essere fatta in maniera più seria. Dobbiamo pensare che anche la maggior parte dei compositori ha attinto dal filone popolare.
Abbiamo dei patrimoni in Europa che sono sconosciuti e che diventano appannaggio solo di pochi eletti e questo scarto diventa più alto tra chi fruisce e chi produce e questo è una grande peccato. Il compositore oggi è qualcosa di pochi eletti per altri pochi eletti a meno che uno non faccia musica da film o per il teatro, che comunque sono un'altra cosa.
In generale la musica è una grande compagna.
Io vivo del mestiere di musico, ma non è facile definirla. La musica è l'arte dei suoni ma anche l'arte di tante cose, in fondo uno deve pensare anche a tutte quelle cose che ci ispirano. Ci sono gli spettacoli della natura, ci sono gli incontri con le persone, tutte le cose legate all'amicizia, all'amore. C'è dentro nella musica tutto questo. Il soffrire dell'uomo quindi, perché chiaramente i nostri rapporti e con la natura e con le altre persone non sono perfetti proprio perché abbiamo dei limiti. Se esistesse un mondo nell'aldilà sicuramente la musica sarebbe l'arte, la vera arte.

E per quanto riguarda la musica e la dimensione spirituale dell'essere umano?
Noi abbiamo esempi di persone che avevano tanti difetti o che a livello umano avevano tanti problemi e si sono espressi musicalmente a livello altissimo e questo accade anche in altre cose, in altri generi. Accade ad esempio nella pittura, nell'arte figurativa, accade nella poesia.
Certo quando noi sappiamo guardare dentro di noi, nella nostra condizione umana, sapere che abbiamo dei limiti, e sapere il nostro posto nel mondo, così saremmo anche in grado di produrre, se non solo musica, ma cose umane alte. Anche una poesia è una cosa umana alta, la poesia non solo scritta ma anche la poesia che c'è nelle cose, la poesia che c'è anche nella musica.
Non mi sento di dire altro, la musica, aiuta a vivere, a vivere meglio anche se i suoi percorsi non sono sempre facili sono dei percorsi anche faticosi, sono percorsi qualche volta anche dolorosi perché più raffiniamo le nostre capacità di interiorizzare, di diventare in una qualche maniera artisti, più ci rendiamo conto di tante cose attorno a noi e quindi si soffre anche di più. Bisogna avere pazienza, bisogna essere molto sobri, molto umili per cercare di capire, cercare di capire è già avvicinarsi alle cose profonde, e quindi alla musica.

martedì, novembre 14, 2006

Ma cos'è la musica?


Noi studiamo per poter diventare dei musicisti, fin qui non ci piove, professionisti di un'arte che dalla genesi dell'umaità ha sempre occupato una posizione predominante fra le priorità. Ma ci siamo mai chiesti cos'è per noi, non cosa rappresenta, in questo caso potremmo illustrare un'allegoria che ci sovviene, ma non è questo che si va domandando.
Se ci chiediamo cos'è la musica, dobbiamo rispondere quello che per noi è in questo momento, e lo è sempre stata, secondo noi, per l'intera umanità ovvero anche cos'era e come si è evoluta nei tempi.

Se interpelliamo wikipedia, sotto la voce musica ci sono diverse accezzioni di significato che a mio avviso potrebbero essere utilissime come punto di partenza.

  • Musica come suono: Una delle più comuni definizioni di musica è di quella di arte del suono organizzato, o - più specificatamente - di arte del produrre significati e sensazioni, più o meno complessi - e comunque di natura volontaria - organizzando suoni e silenzio. Simili definizioni - comunemente accettate - sono state ampiamente adottate sin dal Diciannovesimo secolo, quando si iniziò a studiare scientificamente la relazione tra il suono e la percezione.
  • Musica come esperienza soggettiva: Un'altra delle definizioni comuni di musica implica che la musica debba essere piacevole o melodica. Questo punto di vista tiene conto del fatto che alcuni tipi di "suono organizzato" non sono musica, mentre altri lo sono. Esistono versioni più elaborate di questa definizione che tengono conto del fatto che ciò che è considerato musica varia da cultura a cultura, e da epoca ad epoca. Questa definizione fu predominante nel Diciottesimo secolo. Mozart, per esempio, usava dire che "la musica non dimentica mai sé stessa, essa non deve mai cessare di essere musica."
  • Musica come una categoria della percezione: La definizione cognitiva, meno comune, asserisce che la musica non è semplicemente suono, o la percezione di esso, ma una rappresentazione interna che percezione, azione e memoria contribuiscono a creare. Questa definizione è influenzata dalle scienze cognitive, il cui scopo è la ricerca delle regioni del cervello responsabili dell'analisi e della memorizzazione dei vari aspetti dell'esperienza dell'ascoltare musica. Questa definizione include anche arti differenti come ad esempio la danza.
  • Musica come approfondimento storico e antropologico: Il cammino e l'evoluzione del pensiero musicale corrono di pari passo con il cammino dell'uomo nella storia. L' antropologia trova nell'etnomusicologia risposte che altri studi sull'uomo non riescono a dare.
  • Musica come costrutto sociale: Le teorie post-moderne asseriscono che, come l'arte, la musica è definita innanzitutto nel suo contesto sociale. Da questo punto di vista la musica è ciò che ognuno chiama musica, che sia fatta di silenzio, di suoni, o di performance. La famosa opera "Quattro Minuti e Trentatré Secondi" di John Cage ha origine da questa concezione della musica.
  • Musica come cura del corpo e/o dello spirito Musicoterapia: Le qualità liberatorie della musica si concretizzano da sempre dovunque nel mondo. Il benefico potere derivante dall'ascoltare musica, o dal crearne e riprodurne distingue i due rami principali riconducibili alla scienza stessa, che nascono sempre dalla radice unica, la Musica. Osservata in Europa, e nell'occidente in tempi relativamente recenti, dopo il Cinquecento, diviene strumento terapeutico vero e proprio, fino all'uso odierno che spazia dalla cura di depressioni, malattie psichiche anche molto gravi, disturbi neurovegetativi ecc. In tempi più antichi e tutt'ora in siti culturalmente poco occidentalizzati può definirsi musicoterapia un aspetto fondamentale dell'educazione civica, intesa come "consapevolezza d'esser vivi" quindi esistere. In Africa, ad esempio, fare musica con rudimentali strumenti quali semplici percussioni o flauti di bambù è patrimonio comune nella società; parimenti lo è il partecipare ballando e cantando, oltre che, ovvio, ascoltando. Fondamentale è la partecipazione alla Musica, che è eletta a cura, preghiera, dialogo, discussione nel senso più civilmente umano dei termini. In realtà il diritto civile per questi popoli si concretizza, trovando la sua più schietta espressione, proprio nella Musica.

A causa della larga gamma di definizioni, lo studio della musica è effettuato in una grande varietà di forme e metodi: lo studio del suono e delle vibrazioni (detto acustica), lo studio della teoria musicale, lo studio pratico, la musicologia, l'etnomusicologia, lo studio della storia della musica.(http://it.wikipedia.org/wiki/Musica, novembre 2006).

Quest'ultima precisazione sancisce la grande difficoltà di arginare quest'arte in una definizione, tale che si è dovuto di per forza suddividerla in varie discipline, che coprono, ognuna, alcuni aspetti di essa.

"In antichità l’insegnamento stesso della musica si proponeva ben altri scopi che quello di essere una mera propedeutica all’attività pratica del canto, e introduceva piuttosto ad una dimensione problematica volta in tutti i sensi ai fini della conoscenza: conoscenza metafisica, teologica, cosmologica e fisica. La musica, insieme ad aritmetica, geometria e astronomia, rientrava infatti nel quadrivium, cioè il corso di studi in cui era posta la base della conoscenza scientifica e filosofica. Tale conoscenza, completata dalle scienze della parola, cioè dal trivium (grammatica, retorica e logica), costituiva il ciclo delle sette "arti liberali" (ricordiamo che nel Medioevo ars e scientia sono di fatto sinonimi). Nell'ambito del quadrivium, poi, l’aritmetica costituiva il fondamento della conoscenza scientifica, ma la musica ne era considerato il compimento, perché comprendeva nei suoi ambiti problematici tanto la scienza dei numeri, quanto la scienza del moto degli astri, quanto le regole dei metri verbali desunti dalla retorica. Oltre a essere una conoscenza finalizzata alla comprensione della realtà, era inoltre considerata come una scienza applicata, mediante la quale l’ordine insito nelle relazioni tra i numeri poteva essere reso manifesto e dunque trasmesso all’anima - aspetto questo che viene sottolineato da tutti i teorici medievali a partire da Boezio e dal suo De institutione musica (scritto intorno al 500 d.C.) che fu il trattato di riferimento per lo studio dell’ars musica durante gli otto secoli successivi.

Agli occhi del dotto medievale quindi la musica rappresentava un incontro tra filosofia, teologia e pratica liturgica, l’una riflesso dell’altra su piani differenti. Seguendo la lezione del Timeo platonico, la teoria musicale veniva vista come applicazione dell’ordine numerico su cui l’intero cosmo era fondato. Il canto era invece eco dei cori angelici in sempiterna lode del Creatore. In questa prospettiva, il concetto di harmonia veniva letto in chiave esemplaristica, ossia come processo di manifestazione dell’ordine archetipico nella gerarchia dell’Essere universale. La musica strumentale era qui imitazione della musica vocale. Questa era a sua volta l’immagine nel tempo e nello spazio del canto angelico, superiore alla dimensione temporale e udibile solo attraverso l’"orecchio del cuore" (simbolicamente, la conoscenza interioritatis hominis). I cori angelici ("Trisagio", "Alleluia") costituivano infine lode e manifestazione nel suono metafisico della Perfezione divina, assimilata apofaticamente al silenzio.

La teoria aritmetica delle proporzioni numeriche, in cui si descrivono vuoi le relazioni tra note musicali vuoi i ritmi, era a sua volta concepita esemplaristicamente come copia dell’ordine noumenico insito nella "mente di Dio".

Si comprenderà di conseguenza come i giudizi dei teorici medievali sull’importanza della musica non fossero improntati da mera retorica, bensì determinati da precise ragioni. Ad esempio Isidoro di Siviglia dice: "Senza la musica nessuna disciplina può considerarsi perfetta, non vi è infatti nulla che sia senza di essa" (Etymologiae III, 16).

Contrariamente a quanto avvenne in Occidente dal Rinascimento in poi, fino al Trecento colui che conosceva la musica nei suoi principi filosofici e teorici era considerato del tutto superiore all’artista: il musicus era infatti il filosofo e non il compositore né tanto meno l’esecutore." (http://lgxserver.uniba.it/lei/filmusica/fmclmed1.htm, novembre 2006)

Ciò significa che il significato e l'importanza della disciplina che noi tanto studiamo si è modificata nei secoli prendendo diverse pieghe a seconda del viaggio del pensiero.
Si potrebbe così fare una lunghissima argomentazione su quello che è stato della musica dalla preistoria fino ad oggi, e forse per varie tappe lo faremo nello spazio a nostra disposizione ogni mercoledì. Ma quello che in questo post si voleva argomentare era poprio la riflessione su che cos'è la musica.

«In tutte le società conosciute, la musica è una delle forme primarie di espressione della cultura. Nei canti, miti e racconti del folclore orale così come nella poesia scritta, nel teatro e nella prosa, la musica e gli strumenti musicali sono comuni non solo perché sono parte della vita quotidiana, ma anche perché sono una parte importante di ciò che è considerato esperienza spirituale e sacra.
L'esperienza spirituale comprende non solo eventi di natura strettamente religiosa, come la celebrazione di rituali, ma anche le condizioni di esperienza emotivamente e fisiologicamente intensificata che possono essere indotte dal suono degli strumenti musicali o dalla voce che canta e dalla partecipazione alla danza.»
Hugh de FerrantiIn questo caso si evoca la dimensione sacra del produrre suoni, ma vi sono molte, moltissime dimensioni e senza dubbio ognuna è vera se arginata in un suo contesto. Di conseguenza non possiamo che assegnare una priorità per via empirica in base alla maggioranza dei punti di vista.
Grazie al nostro blog, è possibile dire la propria tramite i commenti o scriveteci una mail posteremo tutte le risposte.
Cos'è la musica? Restiamo in attesa.


Nel frattempo posso darvi la mia visione della situazione, definirei la musica come:

"Quella comoda forma di culla nella quale il nostro animo sempre si rannicchia. Forma che si plasma a seconda della tipologia di suono e ritmo, giacchè la musica è suono e ritmo. Significa che questa forma possiamo plasmarla, riprodurla, ammirarla, generarla a seconda appunto dello stato d'animo a crearsi.
L'animo invece fa parte della nostra dimensione spirituale, ordito segreto della nostra realtà terrena, senza di esso ci sentiremmo persi, per fortuna che in questo secolo c'è ancora la musica  che ci rimembra la sua esistenza."

Vi lascerò con quest'ultima citazione:
Dove le parole finiscono, inizia la musica. (Heinrich Heine)

lunedì, novembre 13, 2006

Terza Rassegna Jazz del FVG

tre simpaticoni

La rassegna del Jazz, del FVG ha districato le sue note nell'aria di Udine giovedì, venerdì e sabato scorso all'interno della Sala Madrassi sita in via Gemona.
Al di là di quello che ha rappresentato, per la società organizzatrice, per il pubblico e tutte le persone coinvolte, dando spazio a tantissimi gruppi e stiracchiando l'insieme Jazz in molti dei suoi sottoinsiemi, è stata anche una manifestazione fondamentale per quella che è la piazza musicale della città. La sala era piena, lo spettacolo ricordava i vecchi film in bianco e nero o i tanti sogni che molti di noi fanno, di poter respirare ancora quell'atmosfera dualistica, allo stesso tempo eccitante e rilassante, parte integrante dei locali Jazz anni '30.
Adesso il Jazz fa parte della cultura musicale alta, lo si ascolta nei teatri, nei localini d'èlite ed in tutti quei luoghi dove lo spettatore ha la possibilità di raccogliersi ed ascoltare in santa pace. A differenza quindi di tempo fa quando anche nei locali di maggiore eterogeneità di clientela si ballava a tempo di swing.

Quindi è in onore del sogno di poter ancora, in un prossimo futuro, entrare in un Cotton Club, vedere uno spettacolo con i più bravi musicisti e ballerini del mondo sorseggiando un whisky on the rocks, che la foto della settimana viene proprio dagli interni della Sala Madrassi. E' stata scattata nell'anticamera della sala, dove era stata allestita una mostra di vecchi sassofoni, a disposizione anche per la prova.
A rovinare la foto, sopra ai sax, tre studenti del nostro Conservatorio per i quali vi sfido ad indovinare l'identità.

sabato, novembre 11, 2006

I concerti esame - video

In queste ultime settimane si sono tenuti i concerti esame del biennio specialistico.
Con la mia fida macchinina fotografica sono riuscito a fare un paio di video da mostrarvi.

Il primo pezzo è tratto dalla suite n.1 per flauto e pianoforte op. 34 di Charles-Marie Widor (1844 - 1937)
flauto Giulia Carlutti
pianoforte prof.ssa Franca Bertoli

Il secondo è un'ensemble di arpe, flauti, pianoforte e voce narrante tratta dalla Chancon de bilitis di Claude Debussy (1862 - 1918)
Flauti Giulia Carlutti e Cinzia Cruder
Arpe Silvia Vicario e Vlasta Hribar
Pianoforte Francesco Gioia
Voce recitante Claudia Grimaz



venerdì, novembre 10, 2006

Brad Meldhau, i viaggi nell'improvvisazione.

Di venerdì, da ora in poi, ci sarà lo spazio per una critica, una recensione di uno spettacolo, o di un intervista.

Mi raccomando se vi capita di vedere uno spettacolo, interno all'istituto o esterno, inviateci una mail con la critica, sarà senz'altro pubblicata.

Siamo andati a sentire Brad Mehldau nell'auditorium di Pagnacco il 3 novembre scorso.
La fama già lo precedeva quasi che si riteneva impossibile non andarlo a sentire e ciò è stato, ed ora vi raccontiamo cosa abbiamo visto:




Una ballerina, che pattina su di un lago ghiacciato; inizia a danzare, prima con movimenti lenti ed aggraziati, calibrando ogni mossa, considerando anche il minimo gesto come anche un cenno, fosse fondamentale alla riuscita del ballo. Poi il ghiaccio si rompe, ed ogni crepa s'ingrossa con una vena che lentamente avanza sino a raggiungere la riva. Allora la nostra pattinatrice inizia a fluttuare, sempre più precipitosamente galleggia in aria, la temperatura si riscalda, il ghiaccio continua a sciogliersi ma oramai non ha più importanza. Lo scenario cambia e la ballerina inizia a viaggiare, e viaggiare. Ma il ciclo del viaggio, proprio perché si parla di ciclo, ha la necessità di un ritorno a casa e questo avviene lentamente, come da principio. Il fluttuare riporta la fanciulla verso il lago, la temperatura si raffredda, tutto rallenta e torna all'iniziale "normalità". E scende il buio quando gli argentati pattini riaccarezzano il fondo di nuovo ghiacciato.

Può sembrare solo una piccola storia, può parere solo una personale opinione, ma se si paragona quest'allegoria ad ogni brano che quella sera, all'interno dell''auditorium di Pagnacco, Brad Mehldau ha proposto al suo ansioso pubblico, forse si può avere una, seppur modesta, idea di ciò che è realmente avvenuto grazie alla sua arte.
Uno Steinway, completamente aperto, al centro della sala, un semplice telone scuro a fare da scenografia, ed un giovane che con maniere molto posate entra in scena, si inchina ed appena l'applauso termina incomincia a flirtare con i tasti del pianoforte. La scena sarà sempre quella: l'applauso, lungo, generoso, lo scroscio che termina e già si ode una nota che ricompone gli entusiasmi e concilia al raccoglimento.

Si sta parlando di un pianista jazz, bianco, giovane, americano, già famosissimo in tutto il mondo, la cui fama che l'aveva preceduto, ha incrementato le aspettative del pubblico, a mio avviso ampiamente soddisfatte con tre bis ed una standing ovation finale.

Brad Mehldau aveva preparato per il suo pubblico una decina di brani che definirei viaggi interiori della sua sensibilità. Ogni pezzo proposto durava dai 15 ai 20 minuti, senza mai alzare lo sguardo, ondeggiando con le note da lui stesso prodotte. E' stato un concerto che sapeva tanto di interiorità, un dialogo con il piano, coscienzioso ed intimo. In genere l'attacco era sempre lento, melee tanto che ci si sarebbe aspettato di sentire un canto, una voce, che accompagnasse le note; ed il canto c'era, la sua mano destra vagava in cerca di piacevoli e semplici melodie. Come in quelle scene cinematografiche dove l'attore prende il treno e guarda fuori dal finestrino pensando alla sua vita ed al suo futuro, e mentre le immagini scorrono nella sua mente, una melodia corrobora il tutto impastando la scena.
La musica che trascendeva dalle mani di Mehldau, dopo il romaniticissimo inizio, ha preso lentamente le pieghe del jazz alternando le mani come si alternano le voci soliste di un gruppo. Nulla di particolarmente virtuoso, nessun fortissimo con trenta f, nessun particolare salto di mille ottave, solo un genio che pur restando in 4 ottave di estensione, toccando solo tal volta i registri più gravi e quasi mai andando in acuto, riusciva con ogni trapasso a far meravigliare e poi a far esplodere il pubblico che, attonito, si rendeva conto solo dopo qualche secondo, che il brano era finito, non volendo dolorosmente accorgersi del suo termine.
Quindi romantiche melodie, tanto ma tanto jazz, spaziando nel blues e talvolta nel ragtime e molto spesso nel classico provenendo come scuola d'infanzia da quest'ultima tradizione.
Il quinto brano mi ha particolarmente colpito. Era quasi un notturno, bellissimo e di una dolcezza incantevole, lento e profondo, come il blu dell'oceano. E dopo una decina di minuti di navigazione per questa meraviglia, come un'onda che s'increspa, parte una scala jazz, si perfeziona, si modifica, si conclude, ed il blu dell'oceano riprende la sua placida e romantica formazione.

In definitiva un concerto di un artista a mio avviso che non bisognava da perdere. Parlava di jazz ma parlava soprattutto di musica e di come essa riesce a descrivere l'anima, solamente dipingendo nell'aria delle note. Uno spettacolo che aveva molto dell'introspettivo ma che permetteva anche a chi era là, seduto quella sera, di apprezzare alcune nuove frontiere del jazz contemporaneo per piano solo, ed alcune originali interpretazioni di una musica che non smetterà mai di farci stupire e di scatenare standing ovations e generosi applausi.

mercoledì, novembre 08, 2006

Il nuovo logo e la Sezione Aurea

Siamo di Mercoledì, e come ogni mercoledì da ora in poi, posteremo un argomento che potrà riguardare qualsiasi tema ma guardandosi bene che il tutto abbia un collegamento con la musica o con il nostro Conservatorio.

Questo che vedete qui a fianco è il nuovo logo del nostro Conservatorio.
Se vedete un CD, da ora in poi, o una lettera o un gadget o qualsiasi cosa abbia quel disegnino impresso, allora riguarderà il Conservatorio "J.Tomadini" di Udine.

Logo che oltre a recare la scritta nominativa dell'Istituto, rappresenta il rigo musicale che impazzisce. Rigo in bianco su sfondo nero, ma sarà possibile anche trovare un rigo dorato o di qualche altro colore, sempre su sfondo nero o comunque scuro.

Fino a qui è chiara la questione, ma la cosa interessante è che il rigo non impazzisce a caso ma in base ad una rappresentazione della sezione aurea e di ciò che ne consegue.

E da qui parte il nostro argomento di oggi. Cos'è la sezione aurea? Da dove deriva? Perchè aurea? Cosa centra con la musica?...e così via.




La sezione aurea fu studiata dai Pitagorici i quali scoprirono che il lato del decagono regolare inscritto in una circonferenza di raggio r è la sezione aurea del raggio e costruirono anche il pentagono regolare intrecciato o stellato, o stella a 5 punte che i Pitagorici chiamarono pentagramma e considerarono simbolo dell'armonia.
A partire dal Rinascimento la Sectio Aurea acquista il crisma della bellezza estetica. Secondo Luca Pacioli ed Albrecht Durer, la SectioAurea o numero d'Oro, era l'elemento proporzionale analogico tra la figura umana e la natura oggettiva.
In botanica, fisica, zoologia, architettura, pittura e musica, oltre che in geometria in alcune relazioni riguardanti i poligoni regolari, la sezione aurea interviene in modo inesistente. Essa, che non è altro che un semplice rapporto di numeri, si incontra ovunque, in natura, come nella scienza e nell'arte, e "contribuisce alla bellezza di tutto ciò che circonda".
L'equilibrio armonico che si percepisce nelle opere dell'arte classica e rinascimentale è il risultato di un'impostazione che si realizza in alcuni principi compositivi come l'utilizzo della sezione aurea. In realtà vari esperimenti suggeriscono che la percezione umana mostra una naturale preferenza per le proporzioni in accordo con la sezione aurea.

Dal punto di vista matematico la sezione aurea (nota anche come rapporto aureo, numero aureo, costante di Fidia e proporzione divina), è indicata abitualmente con la lettera greca Φ (phi), corrisponde al numero: \phi = \frac{1 + \sqrt{5}}{2} \approx 1.61803398874989484\dotsImmagine:Segmento_sezione_aurea.png



Graficamente, la sezione aurea può essere rappresentata da un segmento diviso in due parti a e b, tali che il rapporto tra l'intero segmento a+b e la parte più lunga a sia uguale al rapporto tra la parte più lunga a e la parte più corta b:

\frac{a+b}{a} = \frac{a}{b}.

Anche le due parti a e b così ottenute sono tra loro in rapporto aureo, così come la parte più piccola con la differenza tra le due parti:


\frac{a}{b} = \frac{b}{a-b}.

Dato un segmento di lunghezza 1, la sezione aurea può essere rappresentata algebricamente con la seguente proporzione:

1 : x = (x - 1) : 1 \,\!
che, dopo alcuni passaggi, può essere riscritta come:

x^2 - x - 1 = 0  \,\!

Questa equazione ha un'unica soluzione positiva:

x = \frac{1 + \sqrt{5}}{2} = \phi
Φ è un numero irrazionale, ed è l'unico numero reale per cui

\phi^2 = \phi + 1\
\phi-1=\frac{1}{\phi}.

La sezione aurea è legata alla sequenza di Fibonacci. Il rapporto tra due termini consecutivi {Fn + 1}, {Fn} di tale sequenza tende a Φ.
{\mathop \phi = {\lim_{n \to +\infty}} {{F_{n+1}} \over F_n}}
Φ è inoltre l'unità fondamentale del campo numerico algebrico \mathbb{Q}(\sqrt{5}) ed è un numero di Pisot-Vijayaraghavan.
La sezione aurea ha interessanti proprietà se utilizzata come base di un sistema di numerazione.


RETTANGOLO AUREO


TRIANGOLO CON ANGOLI DI MISURA: 72°, 72°, 36°.
Dato un triangolo isoscele i cui angoli alla base misurano 72° ciascuno, e l’angolo al vertice misura 36°, la bisettrice di un angolo alla base divide il lato obliquo opposto nel punto d’intersezione in due segmenti in modo tale da creare una sezione aurea. Infatti il triangolo ABC è simile al triangolo BCD. E da questo risulta che:

AC:BC=BD:DC
e dunque:
AC:AD=AD:DC


TRIANGOLO CON ANGOLI DI MISURA: 36°, 36°, 108°.
Dato un triangolo isoscele i cui angoli alla base misurano 36° ciascuno, e l’angolo al vertice misura 108°, il lato obliquo e la differenza tra la base e il lato obliquo danno vita a una sezione aurea. Infatti il triangolo CDE è simile al triangolo ABD della figura precedente.


PENTAGONO E TRIANGOLI IN ESSO CONTENUTI
All’interno di un pentagono, ogni lato forma con due diagonali (il segmento che unisce due punti non adiacenti) un triangolo dagli angoli con misura 72°, 72°, 36°, con le proprietà spiegate in precedenza. Ogni lato forma, con il punto d’incontro di due diagonali consecutive, un triangolo dagli angoli 36°, 36°, 108°, con le proprietà descritte in precedenza. Cioè il lato del pentagono regolare è la sezione aurea di una sua diagonale e il punto d' intersezione tra due diagonali divide ciascuna di esse in due segmenti che stanno nel rapporto aureo.


SPIRALE AUREA


Se all’interno di un rettangolo aureo si disegna un quadrato con lato uguale al lato minore del rettangolo, il rettangolo differenza sarà anch’esso un rettangolo aureo. Si ripeta l’operazione per almeno cinque volte al fine di avere un effetto visivo adeguato. Si punti la punta del compasso sul vertice del quadrato che giace sul lato lungo del rettangolo e si tracci l’arco che unisce i gli estremi dei due lati che formano l'angolo scelto. Si ripete l'operazione per ogni quadrato disegnato in modo da creare una linea continua.

AVVICINANDOSI ALLA MUSICA
Euclide, primo a trattare in modo esplicito di S.A. C'invita a risolvere il seguente problema:

«Dividere una retta data in modo che il rettangolo compreso da tutta la retta e da una delle parti sia uguale al quadrato della parte rimanente».

Proposizione elegante ed affascinate, ma che per il suo aspetto prettamente geometrico potrebbe forse risultare di non semplice — o comunque non d'immediata comprensione — a tutti coloro che non hanno fatto, contemporaneamente alla musica, anche della matematica e della geometria il proprio pane quotidiano.

Ma il nostro Euclide — un po' più avanti nel suo trattato — esporrà poi la famosa «definizione IIIa», la cui formula d'apertura, per i molti secoli a venire, verrà adottata da tutti gli studiosi come la più autentica espressione del concetto di S.A.

«Si dice che una retta risulta divisa in estrema e media ragione, quando tutta quanta la retta sta alla parte maggiore di essa come la parte maggiore sta a quella minore».

A toglierci dall'imbarazzo della “definizione” sarà il matematico italiano Leonardo Fibonacci (Leonardo Pisano) che, dopo aver “navigato” in lungo e in largo nella cultura arabo-matematica, nel 1202 ci consegnerà il suo famoso trattato intitolato Liber Abbaci. Lì, fra le altre migliaia di cose riportate, in un breve capitoletto e tramite un simpatico quanto efficace “quesito” (“proposizione” se volete) sulla prolificità dei conigli, il Fibonacci esporrà, senza peraltro rivelarci espressamente alcunché, una “magica” quanto antica serie numerica che solo in tempi più recenti prenderà poi il suo nome.

Questi i primi tredici termini della futura e denominata «Serie di Fibonacci», che compaiono nel Liber Abbaci (Fibonacci 1857:284) in relazione a quell'ipotetico e “curioso” numero progressivo di coppie di conigli procreate nel corso di un anno (Quot paria...):

1.2.3.5.8.13.21.34.55.89.144.233.377.16

Questa serie matematica ricorrente possiede numerose ed interessanti proprietà. Citeremo: 1) la più evidente, cioè che ogni numero è la somma dei due precedenti; 2) la più straordinaria (al caso nostro), ossia che tre numeri consecutivi estrapolati in un punto qualsiasi della successione (fatta eccezione per i primissimi termini) sono, grazie ad una straordinaria approssimazione, eccellenti valori numerici per la realizzazione di segmenti in proporzione aurea.

Ora, se dal punto di vista pratico l'applicazione di proporzioni auree nelle arti visive (pittura e architettura ad esempio) può essere facilmente intuito (ovvero una suddivisione più o meno elaborata dello spazio in porzioni auree) in campo musicale — causa non indifferente il fattore «tempo» — la faccenda risulta assai più complessa.

Per fare un primo semplice esempio, immaginiamo l'ascolto di un brano musicale composto da 144 battute in 4/4, e che all'attacco della mis. 90 sia contraddistinto da un evento timbrico, dinamico o formale di notevole rilievo, o comunque tale, da farci percepire nettamente la transizione dal primo segmento di 89 btt. al successivo di 55. In teoria, in fase di ascolto, dovrebbe aver luogo una percezione auditiva delle due sezioni del brano in proporzione aurea; a patto però, che la scansione metronomica del «tempo musicale» sia sufficientemente regolare, metronomicamente costante cioè, così da garantire una corrispondenza fra lo scorrere del «tempo cronometrico» e il numero di battute del brano. Sarebbe infatti sufficiente una diminuzione agogica a metà dell'esecuzione, per rendere nullo l'effetto di S.A. fra i due “segmenti”; le cui proporzioni, nel caso della nostra elementare esemplificazione, dipendono esclusivamente dalla sequenza e durata numerico-temporale delle battute.



Par maggiori informazioni andate qui:
http://www.sectioaurea.com/sectioaurea/S.A.&Musica.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Sezione_aurea
http://www.liceoberchet.it/ricerche/sezioneaurea/presentaz.htm



lunedì, novembre 06, 2006

Pronti, Via!!!!


Cari studenticchi e studenticchie,

che vi fate accarezzare il capo dalle foglie cadenti, che vi fate rinfrescare e punzecchiare dall'autunno che disperde le sue energie nell'aere, che non vedevate l'ora di iniziare le lezioni e l'anno accademico. Beh, da oggi (anzi veramente da venerdì scorso) è iniziato l'anno 2006/07.

Benvenuti nuovi fanciulli e fanciulle, bentornati a tutti gli altri, ben arrivati agli erasmus, in bocca al lupo.

Il blog della Consulta quest'anno ha cambiato faccia, corpo e mente, come già accennato qualche post fa e come notate dall'impaginazione e dai colori.
Ci sono stati un po' di fastidi di percorso ma pochettino dopo pochettino ce la stiamo facendo ad indossare la veste definitiva. Conto sui commenti e suggerimenti di tutti.

Il lunedì di ogni settimana arriverà una fotina, la fotina della settimana scelta da noi webmaster tra quelle che ci avete inviato o tra quelle scattate da noi nel corso del tempo.

Buon inizio a tutti!!




Una settimana importante per il nostro Conservatorio di Udine perchè quest'anno ci sono stati i primi super-laureati al biennio specialistico per i quali siamo orgogliosi e a cui facciamo un sacco di complimenti.
Quindi congratulazioni a

Davide Liani - mitico Cornista
Maddalena D'Ambrosio - mitica Clarinettista
Manuel Tomadin - mitico Clavicembalista
Roberto Sant Agati - mitico Trombettista
Tatiana Donis - mitica Arpista

Mitici perchè oramai vecchi, siete nella leggenda del nostro istituto.




La foto di oggi è stata scattata a Camino al Tagliamento, il 1° novembre 2006. Durante un concerto dove sulla scena si sono scambiati alcuni fra i migliori di noi. Solisti e gruppi.
La fanciulla che si inchina è la nostra Vlasta Hribar, apripista arpista dello spettacolo.

lunedì, ottobre 30, 2006

info erasmus

Qualche giorno fa mi erano state chieste informazioni riguardanti l'erasmus e le possibilità che questo progetto permette agli studenti.
Innanzitutto premetto che: qualsiasi informazione riguardante l'erasmus o qualsiasi altra iniziativa che il Conservatorio promuove,è esposta all'albo degli studenti o in una delle bacheche presenti in palazzo Ottelio.
Quindi se andate sempre a curiosare per i vari fogli appiccicati sulle pareti della sede centrale dell'istituto, non si sa mai che si possano trovare simpatiche novità ed utili informazioni.

Ad ogni modo vi faccio un sunto di quello che riguarda il programma SOCRATES/ERASMUS per il nostro conservatorio di Udine.

Innanzitutto c'è da precisare che il programma SOCRATES/ERASMUS prevede la possibilità di effettuare un periodo di studi in un Istituto di Istruzione Superiore europeo tra quelli con i quali c'è un accordo di cooperazione (possibilità di seguire i corsi; possibilità di usufruire delle strutture universitarie; possibilità di ottenere il riconoscimento degli esami sostenuti;) con il nostro Conservatorio con in più, l'incentivo/borsa di studio erogata dall'Agenzia Nazionale SOCRATES/ERASMUS che non coprirà l'intera spesa del viaggio ma è vista più come un contributo spese. Per il 2006/2007 il contributo è stato, per esempio, di 200€ al mese.

Il periodo di studi ha durata di un minimo di 3 mesi ed un massimo di 12 mesi da effettuarsi tra il 1° luglio 2007 e il 30 settembre 2008.

Il Conservatorio di Udine da ai suoi studenti la possibilità di andare

  • Spagna - Barcellona, Siviglia
  • Estonia - Tallinn
  • Lituania - Vilnius
  • Lettonia - Riga
  • Germania - Mannheim, Karlsruhe
  • Austria - Graz, Salisburgo, Eisenstadt
  • Slovenia - Lubjana
  • Norvegia - Oslo
Possono iscriversi e così partecipare alla mobilità SOCRATES/ERASMUS gli allievi del Conservatorio che:

  • sono iscritti al Triennio o al Biennio;
  • sono in regola con iscrizione, pagamento tasse e contributi scolastici;
  • sono cittadini della Comuità europea o di un altro paese partecipante al programma SOCRATES/ERASMUS o son riconosciuti dall'Italia come profughi, apolidi o residenti permanenti;
  • non hanno già partecipato al SOCRATES/ERASMUS;
  • conoscono l'inglese o la lingua del paese ospitante;
  • non beneficiano contemporaneamente di altri contributi per altri programmi di mobilità comunitari.
Domanda:
Per avere il modulo da compilare recatevi in segreteria dove vi daranno istruzioni alla compilazione ma ricordatevi che il termine ultimo per la consegna della domanda è il 22 dicembre 2006.

Una volta pervenute le domande, una commissione giudicherà in base alla media delle votazioni e al numero di esami superati e farà una graduatoria (a parità di punteggio passa il più anziano).

Lo studente che è stato scelto poi dovrà comunicare l'accettazione della borsa e della destinazione scrivendo una lettera al Direttore del Conservatorio. Lo stesso si dovrà fare se non si accetta la selezione in modo da liberare i posti e permettere a chi è più in basso in graduatoria di partecipare.

Si potranno inserire nella domanda fino a 3 sedi in ordine di preferenza.
Ci si dovrà esprimere in base alle attività che si vorranno svolgere presso l'istituto ospitante e alle proprie motivazioni individuali.

La borsa di studio verrà erogata per il 50% prima della data della partenza ed il saldo al rientro a casa. In caso di mancata partecipazione (anche parziale) dello studente, questi è tenuto a rimborsare il Conservatorio.

Questo è quanto. Io non ho informazioni dirette riguardanti l'erasmus ma ho moltissimi amici che vi hanno partecipato e che mi hanno spiegato un po' la situazione.
C'è da dire che in questa avventura bisogna sapersi arrangiare.
  • Arrangiarsi con i corsi che si vorranno sostenere all'estero affinchè vengano riconosciuti qui (e quindi prima di partire si dovrà discutere con i professori e vedere effettivamente le possibilità di riconoscimento).
  • Arrangiarsi con il luogo dove pernottare una volta giunti nella città di destinazione, se si ha fortuna, nel pacchetto è previsto anche un luogo, come una casa dello studente ecc., e basta solo prenotare la stanza, altrimenti si deve andare a zonzo per la città in cerca o trovare qualcosa telefonicamente prima di partire.
  • Arrangiarsi con tutte le carte, assicurazioni, iscrizioni eccetera prima della partenza ed una volta giunti a destinazione e quindi chiedete sempre cosa vi manca, accertatevi sempre di ogni cosa in modo da partire sereni e farsi un buon soggiorno in un paese straniero dove le uniche vostre preoccupazioni saranno studiare e far bisboccia.
Senza dubbio troverete sempre molte persone disposte ad aiutarvi ed a seguirvi, quindi nessuna paura, ma ugualmente è sempre meglio essere preparati.

Una postilla finale riguarda la vostra amatissima Consulta, quando sarete in ERASMUS, inviateci le foto, un vostro diario di bordo...insomma fateci sapere come vi va e quanto spaccano i nostri musicisti al di là della frontiera. In modo che anche qua sappiamo come funziona da altre parti, la conoscenza non fa mai male.

A parte questo, buon viaggio.

Ciauz

Chi vuol muovere il mondo prima muova se stesso.Socrate

domenica, ottobre 29, 2006

Astro del mese: Scorpione

dal 23 Ottobre al 22 Novembre


Lo Scorpione
Lo scorpione è un segno d' acqua.
I nati nel segno dello scorpione hanno una personalità molto attraente. I loro occhi sono particolarmente notevoli: possono ipnotizzare qualcuno soltanto con lo sguardo. Le loro pontenzialità intuitive sono elevate e sono allo stesso tempo molto intelligenti. E'molto facile andarci d'accordo, ma se stimolati i nati in scorpione possono reagire molto male.Gli Scorpioni hanno un carattere molto complesso: sono dominati da profondi impulsi emotivi, sono pieni di risorse e hanno un forte magnetismo fisico; sono molto possessivi e capaci di provare intense emozioni.
Sono dei passionali e il loro è senza dubbio il segno più sensuale dello zodiaco. Il loro pianeta dominante è Marte; con il loro pungiglione possono colpire a sorpresa e risultano quindi inclini alla mancanza di tatto, anche se poi rimangono sorpresi quando risulta evidente che hanno offeso qualcuno.
Lo fanno però per autodifesa e non per attaccare. Lo Scorpione è alla ricerca del modello di vita: un principio o una struttura secondo cui vivere; per questo motivo e integro, non accetta compromessi ed è fortemente individualista.
I nativi del segno sono persone piene di fiducia in se stessi e nei loro mezzi , credono in ciò che fanno mettendoci sempre molto slancio ed entusiasmo, sono ottimisti e pieni di iniziativa, amano esplorare nuovi territori sia che si tratti di nuovi ambienti fisici che sociali , amano quindi lo sport e viaggiare, hanno così tanta fiducia in ciò che fanno che spesso peccano di ingenuità . Le persone nate sotto questo segno, sono anche molto socievoli, allegri e di compagnia, amano parlare e sanno coinvolgere il pubblico, in quanto mettono enfasi nei loro discorsi e sanno sprigionare intorno a loro entusiasmo. Nel rapporto con l’altro sesso poiché amano l’avventura e la novità, possono avere più di un matrimonio e qualche volta rimangono soli.
Come salute devono stare attenti alle lesioni a gli arti, specialmente le gambe a causa della loro impulsività, visto che praticano spesso lo sport.

Uomo e donna Scorpioni
Lei: La donna dello Scorpione è sensuale ama la complicità con il partner , vuole sentirsi coinvolta e ama coinvolgere, i sentimenti che prova sono molto forti, passionale predilige partner intelligenti forti e con un forte sex-appeal , quindi l’incontro ideale lo ha con l’uomo del suo stesso segno e l’uomo dei Pesci.

Lui: L’uomo dello Scorpione è anch’esso sensuale intrigante e passionale, ama le relazioni dalle tinte forti , forte erotismo , la sua donna deve avere fascino e deve essere intrigante e coinvolgente , tende ad esasperare i suoi sentimenti e ad essere possessivo, con la donna dello Scorpione ci va a nozze. Diciamo che è una relazione difficile da realizzarsi in quanto entrambi tendono a dominare e siccome lo Scorpione non ama essere sconfitto, lotta fino alla morte quindi il difficile è che duri la relazione, ma se superano i primi tempi nessuno è in grado di intromettersi nella coppia, diventano inseparabili; ha affinità di coppia anche con la donna dei Pesci con la quale crea un forte legame spirituale e con la donna del Cancro la quale come visto sopra ama l’uomo marziano (non quello venuto da marte ) bensì quello dominato da marte come lo Scorpione. Spesso tra l’uomo dello Scorpione e la donna del Toro nasce un attrazione fatale. E’ difficile che nella lunga vita sentimentale spesso tortuosa dello Scorpione non ci sia una Toro di passaggio

Rappresentanti importanti di questo segno sono:
François Voltaire, Pablo Picasso, Indira Gandhi, Leonardo Di Caprio, Julia Roberts, Bill Gates.

Colore da portare: il viola che aiuta lo Scorpione nelle sue meditazioni.

Pietra Portafuna: il rubino o l'agata.

Metallo: il Ferro in quanto domina Marte, governatore dello Scorpione.

Giorno Favorevole: il martedì, giorno di Marte.

nuova grafica; nuova era; nuovo anno!!



Cari fanciulli e fanciulle,

appassionati ed appassionate, novelli blogghisti e futuri bloggatori, salutate la foto con la vecchia veste del blog: è con immenso piacere che vi presento una delle tante novità di quest'anno, l'aggiornamento della grafica.

Non è poi chissà che incredibile innovazione la grafica, lo so, credo anche io che i contenuti siano di gran lunga più importanti, ma senza dubbio nel creare il nuovo template abbiamo cercato di pensare maggiormente alla leggibilità ed alla gradevolezza di primo impatto.
Una cosa bella è anche più consultabile e ci orienta meglio nel mondo di testi e immagini.

Abbiamo inserito anche la possibilità di cercare all'interno del blog qualsiasi parola o argomento che vi interessi, in modo che la fruibilità sia maggiore e più rapida.

Per il resto non vi resta che attendere i prossimi giorni, un po' di cose cambieranno, stiamo lavorando per voi cercando di raggiungere il meglio.

Ma confido su di voi e sui vostri suggerimenti alla domanda:

COSA VORREI CHE CI FOSSE NEL BLOG DELLA CONSULTA 2006-2007?

ciauz

Di tutto conosciamo il prezzo, di niente il valore. F.Nietzsche

domenica, ottobre 22, 2006

Calendario, checcosabella!!!!

Cari fanciulli e fanciulle,

che ormai passeggiate stringendovi nei vostri cappotti mentre il freschetto, allegro, si compiace di poter nuovamente dar peso alla sua presenza.
Le cose da fare sono tante, come sempre, le scuole con ormai un rodato mese e passa di frequenza proseguono nella placida normalità e tutto volge verso l'autunno inoltrato.
Anche i vostri rappresentanti, nonostante questo consueto tran tran non disdegnano dal cercare innovazioni e dal cercar di far qualcosa di buono in base alle opportunità che sono loro poste dinanzi.
Una di queste è senza dubbio la continua miglioria del blog e dei nostri canali d'informazione (per i quali ribadisco che noi studenti ne siamo tutti partecipi e fornitori), la continua ricerca di iniziative ed opportunità per tutti noi, il confronto con gli altri organi dell'istituto ed il rapporto con enti terzi, il ricevere propositi e reclami ai quali cercare di trovare una soluzione e così via..

Le cose che facciamo sono tante ed il tempo è sempre quello quindi quante più mani abbiamo meglio è e sarà.

Con questo post volevo notificare l'inserimento di una nuova possibilità nel blog, ossia il calendario che vedete qui a sinistra.
Con questo vorrei poter notificare quante più possiili scadenze, eventi, opportunità e quant'altro scandendo il tempo delle nostre carriere.
Quindi possiamo concepire il tutto come una lavagna dove ognuno, volendo può apportarvi delle migliorie ed aggiungervi altre date.

Basta solo che mi scriviate con una semplice e-mail: l'evento, il giorno l'ora e quante più informazioni utili per chi vorrà passare a vedere.
Quindi vostri concerti, o concerti importante che volete segnalare o di vostri amici e quant'altro.
Dopotutto molte cose senza dubbio sfuggiranno al mio sguardo e quindi più aiuti ci saranno e più cose potranno comparire.

Ciau

Quando consideri il numero di uomini che sono davanti a te, pensa a quanti ti seguono. Lucio Anneo Seneca

martedì, ottobre 10, 2006

Usciti BANDI per BORSE di STUDIO per le 150 ore

Sono usciti due bandi di selezione per la formazione di una graduatoria per l'assegnazione di borse di studio ad allievi e tirocinanti del nostro conservatorio.
Le attività richieste per tale assegnazione sono:

- ASSISTENTE DI PRODUZIONE E SERVIZI STUDENTI

- PIANISTI ACCOMPAGNATORI

State attenti che la domanda di partecipazione che deve essere redatta in carta semplice, deve pervenire entro il termine perentorio del 15 novembre 2006 .
Questa domanda può essere inviata per posta, indirizzata :

al Direttore del Conservatorio di Musica Jacopo Tomadini
p.zza I Maggio, 29 - 33100 Udine

o presentata direttamente presso la segreteria didattica del Conservatorio.
Le domande pervenute dopo il termine fissato non verranno prese in considerazione.

In pratica svelti se volete guadagnare qualche spicciolo(che poi non sono proprio spiccioli) sudando per 150 ore.

I bandi dovrebbero essere esposti in bacheca all'interno del Conservatorio ma se per praticità ne volete una copia scrivetemi che va la invio per e-mail seduta stante.

mercoledì, ottobre 04, 2006

Astro del mese: bilancia

Per chi è interessato all'astrologia, ecco il segno del mese in corso, le nostre astrologhe si sono rimesse all'opera rilucidando la loro sfera di cristallo.
E voi bilancie, vi ritrovate tra queste righe? Chi di voi conosce il simpatico ometto qui a sinistra?

Avviso importante: per chi durante l'estate avesse consultato il blog non trovando l'astro di luglio-agosto e settembre, informo che è stato tutto aggiornato e cercando nei link a sinistra troverete quello che cercate.

SEGNO DEL MESE: BILANCIA (23 settembre/22 ottobre)

La Bilancia segna l’equinozio d’autunno, momento di equilibrio delle forze della natura, stagione delle sfumature, dei colori delicati. Segno dunque di armonia, di conciliazione degli opposti.
Unione, equilibrio, armonia, giustizia, raffinatezza, indecisione, la vita della Bilancia ruota intorno a queste parole. Il nato in questo segno, infatti, si realizza nella coppia, è alla perenne ricerca di un equilibrio interiore, e possiede un innato senso della giustizia o più precisamente di quello che è giusto. Nella vita si muove con eleganza, con grazia, il suo modo di porsi è gradevole, affascinante e quando una situazione richiede diplomazia, cortesia, delicatezza, egli è la persona ideale. Nulla è fuori posto nel suo aspetto, perché tiene molto al giudizio degli altri, così passa ore e ore davanti allo specchio, e questo è forse uno dei motivi per cui è quasi sempre in ritardo agli appuntamenti. Ha orrore della violenza in tutte le sue manifestazioni, e quando si sente circondato dalla discordia, dall'incomprensione o dall'ingiustizia, ne soffre terribilmente e il suo sistema nervoso può rasentare il collasso.
Le migliori potenzialità del segno si esprimono nella vita di relazione. L’esigenza di rapportarsi agli altri, di stabilire un’intesa armoniosa è il motivo di fondo della vita dei nati sotto il segno della Bilancia. I requisiti conferiti da Venere attirano intorno a loro simpatia e benevolenza: come non apprezzare infatti il loro fascino, la gentilezza dei modi, la diplomazia e la delicata sensibilità con cui si accostano agli altri? Lo spirito conciliante e l’innata armonia interiore si uniscono poi a un vivo, profondo senso di giustizia, che li rende molto obiettivi nelle loro valutazioni e alquanto liberi dai condizionamenti dell’emotività. Il bisogno di vivere situazioni serene e rapporti gratificanti è totalmente accentuato in loro che spesso arrivano a soffocare la loro vera natura pur di non incrinare un equilibrio, sia pur solo apparente, o di non scontrarsi con gli altri. Poi c’è anche una certa indolenza di fondo, che li induce a lasciar correre e a non prendere posizioni decise, per garantirsi il diritto alla fuga quando vedono profilarsi impegnativi confronti. Non amano essere coinvolti troppo nelle responsabilità, che riescono a scaricare con disarmante innocenza sulle persone che hanno intorno; la loro arma di difesa, in questi casi, è un elegante distacco che blocca qualsiasi interferenza nella loro libertà. Sono moderatamente ambiziosi e amano soprattutto godersi la vita, nelle forme qualitativamente più rispondenti alle loro esigenze estetiche, sociali e affettive. L’amore, uno stile di vita piacevole, una cerchia di amici da amalgamare con sapiente affabilità sono i fondamenti della loro esistenza.
Raffinati edonisti amano il bello in tutte le sue espressioni e impostano spesso i loro rapporti su canoni estetici e un po’ formali che li rendono molto selettivi ed esigenti nelle scelte. L’amore è molto importante nella loro vita, al punto che investono grandi aspettative nel rapporto a due e pagano prezzi salati se non raggiungono il loro ideale.
Vivono grandi emozioni, ma guai a intaccare la loro autonomia o a interferire nei loro progetti.

LA BILANCIA E L’AMORE
Venere, il pianeta dell'amore, governa il segno della Bilancia. Per questo, chi nasce in tale segno ha un bisogno essenziale di amare e la sua felicità dipende dai rapporti che è in grado di costruire nel corso della sua esistenza. Quale amante raffinato, cortese, galante, ha numerose armi a disposizione per questa impresa, e chi aspira ai suoi favori deve avere molte e a volte rare qualità. Prima di tutto, vede qualsiasi relazione affettiva come prologo al matrimonio o perlomeno ad un impegno serio e definitivo, anche se, a onor del vero, non è il nato Bilancia un campione di fedeltà. Mai eccessivo o troppo passionale, quello che cerca però nelle sue storie è un rapporto sentimentale in cui regni la pace e l'armonia. Il suo partner ideale dovrà possedere intelligenza, cultura, raffinatezza, interesse per l'arte, la poesia, la musica e, soprattutto, uno spiccato senso estetico. In fatto di corteggiamento la sa davvero lunga: seduce con garbo, eleganza, discrezione, lasciando intendere quanto l'altro sia importante. Sa inoltre ascoltare il partner, raccogliere le sue confidenze, e in più possiede una natura carica di simpatia. Veramente difficile resistergli! Conquistare quindi un nato sotto questo segno non è impresa da poco, poiché, per lui, la classe non è acqua, e colui o colei che vorrà corteggiarlo dovrà farlo in modo discreto ed elegante, assecondando la sua vena romantica, e cercando di avere un aspetto sempre curatissimo e magari un portafogli ben fornito, visto il gusto che possiede per le cose belle e costose. E se scopre che c'è un altro? Dirà chiaramente che non si aspettava una caduta di stile così volgare, ma detestando i litigi, sarà il primo a chiudere l'incidente, per non sconvolgere la sua vita di sempre.

L’UOMO BILANCIA
La vita è in genere piuttosto generosa con un uomo che ha tutte le qualità che attirano la fortuna: un notevole fair-play con cui introdursi in ogni ambiente, la capacità di adattarsi a tutte le situazioni apprezzandone i lati più stimolanti, una mente lucida e chiara che coglie facilmente il nocciolo di un problema e lo risolve senza usare strumenti aggressivi e senza perdere la sua imperturbabile calma. Ha un’intuizione sottile e un vivo senso psicologico, doti preziose per chi, come lui, ha la vocazione delle pubbliche relazioni. In apparenza si direbbe influenzabile e conciliante, privo del mordente dell’aggressività che gli permetterebbe di raggiungere più rapidamente i suoi obiettivi. Ma a ben guardare il Bilancia non è poi tanto convinto che valga la pena affaticarsi tanto e attende filosoficamente l’evoluzione delle cose. Non è però così malleabile e tenero come si potrebbe pensare: i suoi principi di giustizia sono rigorosi e quando non ottiene le risposte che si attende dagli altri reagisce con chiusure piuttosto rigide. E’ alquanto severo, anche con se stesso, ma si perdona facilmente certe soluzioni di compromesso accettate per il quiete vivere. Essendo visceralmente bisognoso di contatti umani, non sopporta la solitudine e ha un vivo senso dell’amicizia. Gli amici trovano in lui discrezione e grande serenità di giudizio. In amore il Bilancia è tenero e protettivo, sa colmare di dolci attenzioni la partner avvolgendola in una raffinata sensualità. La farà vivere in un clima di idillio perenne ma essendo un attento estimatore della bellezza femminile è facile che si prenda qualche spazio di evasione poco ortodosso. E’ però un convinto sostenitore della coppia e gli è quasi impossibile concepire il distacco dalla persona che ama. E’ attaccato alla famiglia e i figli possono contare su un padre-amico, molto presente nella loro vita.

LA DONNA BILANCIA
La signora venusiana si fa notare subito per la grazie e la femminilità che emana dalla sua persona. Ricca di charme, di una naturale eleganza, è una donna vitale ed entusiasta che sa anche amministrarsi con grande razionalità. Sensibile e intuitiva sa scegliere a colpo sicuro le situazioni a lei più congeniali, sia nel lavoro sia nei rapporti personali ed è difficile che si trovi a svolgere un’attività in cui non si realizza o a vivere legami insoddisfacenti. Non è aggressiva e dove c’è sentore di lotta si trova a disagio, perché ha orrore dello scontro e delle reazioni incontrollate. Un suo problema può essere quello di dover prendere decisioni, perché essendo portata a cercare mentalmente la soluzione migliore non ascolta il suo istinto e può così perdere lo slancio dell’emozione. Ma sa usare le sue armi più efficaci quando si tratta di raggiungere un obiettivo che le sta a cuore; un’innata saggezza, la comprensione e anche la capacità di valersi di solidi alleati, provvisti di intraprendenza che le aprano la strada. Ha il raro dono di saper creare armonia ovunque si trovi. E ama anche creare armonia nel suo ambiente e su di sé: il suo gusto raffinato le suggerisce gli accordi più armoniosi e il look della donna Bilancia è sempre a dir poco perfetto. Un po’ frivola. È vero, ma la cura della propria bellezza è un altro modo in cui essa esprime la sua esigenza di armonia esteriore e interiore. Naturalmente cerca la sua realizzazione più completa nell’amore e nella vita di coppia. Romantica e sensibile, se incontra l’uomo giusto per lei è una compagna saggia e adorabile, che dispensa tenerezza e allegria e sa organizzare un’esistenza piacevole e serena. E’ una madre comprensiva e aperta, che esercita però un attento controllo sui figli.

I RAPPORTI CON GLI ALTRI SEGNI

Segni compatibili
Ariete- il calore, la passione della Bilancia si combinano perfettamente con l’impeto dell’Ariete. Marte e Venere sono in pieno accordo, ciascuno possiede quanto dall’altro è richiesto come necessario.
Scorpione- vi è tra questi due segni molta simpatia magnetica e molta affinità di interessi. La Bilancia sentimentale e sensibile attrae lo Scorpione dominatore e possessivo di cui apprezza il fascino sessuale.
Gemelli- vi è tra questi segni un’affinità intellettuale e artistica. Mercurio e Venere possono formare una famiglia felice.

Segni incompatibili
Vergine- la Bilancia odia la critica, la Vergine si compiace di criticare. Presentano caratteri opposti, non offrono speranze di riuscita, ma soltanto la possibilità di continui dissidi
Cancro- la Bilancia è troppo amante della libertà per accettare la natura possessiva ed egoista del Cancro. Quest’ultimo ama troppo la casa e la famiglia per accettare il desiderio di evasione a scopi artistici e sociali della Bilancia.

I “BILANCIA” FAMOSI
Brigitte Bardot
Mahatma Gandhi
John Lennon
Marcello Mastroianni
Luciano Pavarotti
Giuseppe Verdi
Oscar Wilde
Catherine Zeta-Jones

Per conoscere la compatibilità della Bilancia con gli altri segni e per ulteriori informazioni, contattate le astrologhe Cinzia e Vlasta

CINZIA CINZIA E-MAIL
VLASTA VLASTA E-MAIL

lunedì, settembre 18, 2006

"ENSEMBLE VIVALDI" de "I SOLISTI VENETI"

con la partecipazione di Giacomo PASCOLINI chitarra

Ragaziz e Ragazez
un bravissimo ex-allievo del nostro conservatorio che suona
coi Solisti Veneti. Non me lo perderei fossi in voi!
Il luogo del concerto è una chiesetta a destra del Duomo di San Daniele
in fondo a una bellissima stradina di ciottolato (Via Cavour)
un saluto a tutti
La Vostra Lince Che...

VENETO FESTIVAL - MANIFESTAZIONE STRAORDINARIA

Sabato 23 settembre 2006 - ore 21.00
San Daniele del Friuli - Chiesa di Santa Maria della Fratta

GEOMETRIE VARIABILI

TORELLI

Concerto in re maggiore per tromba e archi

GALUPPI

(nel 300.mo anniversario della nascita)
Concerto in sol minore per archi

FRANCK

"Panis Angelicus" (*)

VIVALDI

Concerto in re maggiore RV 93 per chitarra e archi

MOZART

(nel 250.mo anniversario della nascita)
- Divertimento in fa maggiore K 138 per archi
- Quartetto in fa maggiore K 370 per oboe e archi

CHOPIN

Variazioni su un tema di Rossini per ottavino e archi

(*) omaggio al luogo sacro

venerdì, settembre 01, 2006

AGLI STUDENTI DEL BIENNIO SPECIALISTICO

Cari fancyesistenti e fancyinesistenti,

posto qui una comunicazione che ad alcuni potrebbe tornare utile come opportunità di studio e di crescita personale.

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AGLI STUDENTI DEL BIENNIO SPECIALISTICO


oggetto: COLLABORAZIONE CON LA SCUOLA SUPERIORE INTERNAZIONALE DI MUSICA DA CAMERA DEL TRIO DI TRIESTE – DUINO.

Nell’ambito di una collaborazione tra il Conservatorio e la Scuola Superiore Internazionale di Musica da Camera del Trio di Trieste, gli studenti frequentanti il Biennio, interessati a iscriversi ai corsi di Musica da Camera del Trio di Trieste, dovranno costituirsi in gruppi da camera (compreso duo con pianoforte) e presentare domanda presso la segreteria della scuola citata ENTRO IL 15 SETTEMBRE p.v.

Alla luce dell’Accordo tra il Conservatorio e la Scuola di Trieste gli studenti usufruiranno di condizioni economiche particolarmente favorevoli riguardo alla tassa di frequenza. (Per ulteriori informazioni tel. 040/3739280 – fax 040/3739285).

L’attività svolta verrà riconosciuta dal Conservatorio, nel piano di studi dello studente, con 3 CF all’interno di “Stage e altre attività”.

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E bella lì!!!!

Ciau

È più difficile disintegrare un pregiudizio che un atomo.
Albert Einstein

mercoledì, agosto 30, 2006

GRILL FALL!!!


AAA: Rappresentanti disoccupati cercano persone da rappresentare.

I rappresentanti avvisano che a causa di una scarsa partecipazione, la grigliata non avrà luogo pertanto ai pochi che si sono iscritti verrà restituita la quota di partecipazione.
Ci dispiace ma abbiamo fatto il possibile ma senza la vostra partecipazione ed entusiasmo non abbiamo alcun potere per far girare le cose.
Come da promesso nell'ultima assemblea degli studenti di fine anno, abbiamo tentato di organizzare la grigliata che per alzata di mano si era decisa per fine estate, ma chi alzò allora la mano evidentemente se ne è dimenticato o ha di meglio da fare.

Ci scusiamo per aver dato, a quei pochi che si erano dimostrati disponibili, l'illusione del possibile evento.

Ciau!

martedì, agosto 29, 2006

Avviso per le matricole del triennio!!!

Cari matrifanciulli e matrifanciulle,

vin informo in quanto matricole del triennio: che il giorno

LUNEDì 4 SETTEMBRE
ALLE ORE 12:00


presso il conservatorio Tomandini di Udine
si terrà un incontro con il professor Paolo Pellarin
che avrà come tema la discussione e compilazione dei piani di studio.

Ciau e mi raccomando non mancate!

giovedì, agosto 24, 2006

Astro del mese: Vergine

SEGNO DEL MESE: VERGINE (24 agosto/22 settembre)

La stagione delle Vergine è quella del raccolto, della tarda estate che già anticipa la luce e i colori dell’autunno.
Nel ciclo evolutivo dell’uomo, questo segno zodiacale rappresenta un principio di ordine, di ripartizione equilibrata delle energie per produrre opere concrete.
E’ ancora Mercurio, come per i Gemelli. Ma qui non è più lo scanzonato e veloce messaggero degli dei, bensì il Mercurio che presiede all’intelligenza umana, raffigurato con il caduceo, il bastone con i due serpenti arrotolati, simbolo di equilibrio tra il corpo e la mente, di integrità della natura umana.
Le qualità di Mercurio, un Mercurio di terra che ispira soprattutto grande concretezza, emergono particolarmente nella vita pratica dei Vergini. Efficienza, laboriosità, scrupolosa attenzione ai dettagli, capacità di programmazione accurata, previdenza, sono tutte doti facilmente riscontrabili nei nativi. Il loro rigore logico, alimentato poi dall’esigenza di avere una visione analitica e precisa di ogni esperienza è l’elemento di forza che determina il loro comportamento e le loro reazioni. La necessità di tenere sotto controllo ogni situazione che vivono produce un’attività mentale che affina certamente la loro lucidità di giudizio, ma può anche sconfinare in una sterile analisi che genera poi ansia e incertezze. Il punto debole della personalità Vergine è la difficoltà di rilassare la mente e tacitarne i giudizi troppo severi, per lasciarsi invece andare più serenamente alle proprie emozioni. La natura riservata e introversa del segno genera un pudore sui propri sentimenti che a volte non permette l’espressione più genuina degli impulsi del cuore, così da suscitare una sensazione di freddezza in chi li avvicina.
Amanti dell’ordine, a volte anche con qualche sfumatura un po’ maniacale, i nativi amano pianificare l’esistenza in modo da non lasciare spazio all’imprevisto e tenersi sui binari di una rassicurante routine. I cambiamenti, le novità, li destabilizzano e risvegliano le loro insicurezze, anche se di fronte a prospettive allettanti, perché spesso i Vergini nutrono più o meno segreti complessi d’inferiorità. Lo spirito critico e la sensibilità nervosa li rendono refrattari alla passione e rende più difficile liberarsi di certe inibizioni che ostacolano i loro slanci affettivi.
Quelli che sono dominati da questo influsso sono calmi, fiduciosi, ottimisti, riflessivi, studiosi e amano straordinariamente la lettura. Sono cortesi, diplomatici, di aspetto elegante ed attraente perché sono inclini ad essere critici in materia di abbigliamento. Possono apparire piuttosto freddi e riservati, ma ciò è dovuto all'indipendenza di pensiero e di osservazione. Il comportamento naturale e il perfetto contegno s'impongono al rispetto e all'ammirazione altrui. Hanno una personalità intellettuale e nervosa; sono gentili e comprensivi ma la generosità è, in loro, un problema più pratico di quanto lo sia per molti altri. L'acuta facoltà di osservazione li rende critici anche per i dettagli più minuziosi. I nati nel segno della Vergine sono onesti, fidati, sinceri, capaci di assumersi la loro parte di responsabilità in questioni importanti. Hanno la capacità di aiutare molte persone con i loro saggi consigli e con le idee costruttive.

LA VERGINE E L’AMORE
Parlando del rapporto di questo segno con i sentimenti e con l’amore in particolare, potremmo sintetizzare il tutto in questa triade: prudenza, controllo, calcolo. Queste parole suonano come una doccia fredda sul fuoco che dovrebbe alimentare un sentimento nobile come l’amore, ma bisogna precisare che, inconsciamente, i nativi si autoimpongono comportamenti che non sono altro che un’autodifesa. Dentro di loro, nel profondo, vi è spesso una grande capacità di dare, ma anche desiderio di ricevere. Spesso i soggetti Vergine non sanno offrire nel modo giusto, poiché vengono frenati da un pudore il più delle volte fuori luogo, dalla tendenza alla critica, dall’esigenza di vedere il partner all’altezza del loro ideale.
La naturale riservatezza blocca gli slanci più spontanei di amore e alimenta incomprensioni da parte degli altri. Ogni sentimento è analizzato, discusso e vissuto con dubbi e ansie. I soggetti Vergine hanno la primaria necessità di legare a partner che sanno indagare nell’intimo e capire che la loro è solo una freddezza apparente. I nativi s’innamorano lentamente, con prudenza appunto, ma sono anche lenti nel risolvere una situazione insopportabile o stagnante. Questo perché prendono le cose troppo sul serio, ma anche perché si crogiolano nelle loro ansie, le analizzano, si sentono responsabili più del necessario. Rassicurati, comunque, dalla tenerezza del compagno o della compagna, i nativi costruiscono una vita concreta, serena, solo apparentemente statica.

L’UOMO VERGINE
E’ soprattutto un grande lavoratore, che punta a risultati solidi e che sa amministrare le sue risorse con grande prudenza, attento a non compiere passi azzardati, a non sprecare energie in direzioni sbagliate. Ha una concezione alquanto severa della vita e quel fondo di moralismo che è presente in lui gli ispira una condotta irreprensibile, uno spiccato senso del dovere e molta parsimonia in fatto di piaceri e gioie materiali. Al lavoro sacrifica spesso e volentieri gli altri interessi e perfino gli affetti. Le gioie più grandi infatti le prova quando si impegna a sviscerare un problema, a pianificare accurate iniziative o a ricercare metodi di applicazione più produttivi. Non è dotato di particolare slancio creativo, né di ambizione, ma è un perfezionista, mai soddisfatto di quanto realizza e quindi costantemente, e ansiosamente teso a superare se stesso. In genere non aspira a posizioni di potere e ha una certa ritrosia a mettere in gioco la sua sicurezza per correre rischi; così spesso può lasciarsi sfuggire qualche buona occasione o limitare il suo raggio di esperienze, stabilizzandosi in una professione inferiore alle sue possibilità.
E’ portato a svolgere compiti di natura amministrativa e burocratica, a gestire contabilità, a esercitare il commercio, in cui ha un vero fiuto infallibile nell’individuare il buon affare. Le note dolenti vengono dalla sfera affettiva: non è un conquistatore e la passione lo spaventa, perciò cerca situazioni tranquille, che gli permettano di non sconvolgere le sue abitudine e non lo impegnino troppo sul piano emotivo. E’ un marito paziente, premuroso, ma a volte un po’ incline a recriminare sulle questioni pratiche; se ha figli è molto attento alla loro educazione e agli studi, ma ha qualche difficoltà a entrare in confidenza con loro.

LA DONNA VERGINE
Di lei colpisce la serietà, lo spirito d’osservazione, la limpida razionalità dei giudizi. E’ certamente una donna impeccabile sotto tanti punti di vista, perché sa organizzare il lavoro, il ménage domestico, la sua vita con la precisione e l’efficienza di un direttore d’azienda, senza trascurare nessun dettaglio e senza sprechi nella sua ordinatissima pianificazione. In lei però spesso questo culto per l’efficienza tradisce una forte componente di insicurezza e di nervosismo che non le consentono di affrontare le situazioni più rilassata e fiduciosa, aperta a tutte le possibilità. Il suo senso critico spesso si punta un po’ impietosamente su se stessa e sugli altri, rendendola insofferente, mai soddisfatta e sempre alle prese con problemi anche banali, ma che lei vive come ostacoli insormontabili. E’ una donna che ama occuparsi di tutto e rendersi utile, capace di dimenticare se stessa per soddisfare le richieste altrui e compiere piccoli servizi per gli amici, dispensare le sue cure sollecite alle persone che ama. Ma ahimè, ha il lamento facile e non si accorge, quando è pressata dagli impegni di aver creato lei stessa gli ingranaggi da cui non sa più come liberarsi. Dire "no" non è semplice per questa donna fondamentalmente timida e poco intraprendente. In amore si muove con grande cautela, e con tutto il suo bagaglio di insicurezze, che non facilitano certo l’incontro con l’altro sesso.
L’attrazione è quasi sempre di tipo mentale, per lei, sostenuta anche da attente valutazioni sulle qualità del partner e sulle prospettive di sicurezza e stabilità che lui le offre. Un uomo esuberante e caldo può però risvegliare in lei il suo lato femminile più segreto e impedirle di diventare una compagna ipercritica e troppo pignola. E’ una madre scrupolosa e prodiga di cure materiali, ma anche molto ansiosa e a volte assillante con le sue richieste e le sue continue preoccupazioni.

I RAPPORTI CON GLI ALTRI SEGNI

Segni compatibili
Leone- può risultare una buona unione dato che i due nativi dovrebbero compensarsi abbastanza a vicenda. Il Leone dimentica generosamente i difetti della Vergine e questa sarà spesso orgogliosa del compagno.
Scorpione- la Vergine analitica è affascinata dal misterioso Scorpione. Quest’ultimo è forse l’unico segno che riesce ad arginare certe qualità della Vergine; analizza a sua volta e “scava” nella sua interiorità.
Capricorno- i due elementi uguali portano a similitudini e a punti di contatto. Entrambi usano una buona dose di orgoglio elogiando se stessi e le cose di cui si circondano, ma ciò può portare a scortesie tra di loro.

Segni incompatibili
Ariete- questa non è certo l’accoppiata più felice. La Vergine, non risponderà in positivo all’autoritario e imperioso compagno o compagna Ariete, che, impulsivo e ardente, resterà ben presto deluso dalla Vergine, affettata e facile alla critica.
Cancro- l nativo Cancro ama la tranquillità e il continuo sollevare pretese da parte della Vergine lo infastidisce. Il nativo Vergine si propone troppo realistico e pratico nei rapporti con il compagno.
Bilancia- anche in questo caso vi sono molti ostacoli alla felicità. Se esiste qualcosa che la Bilancia non sopporta è il rimbrotto, mentre la vergine è abile alla critica. Quest’ultima è precisa e meticolosa, la Bilancia invece tende alla pigrizia e non le importa affatto dei dettagli.

I “VERGINI FAMOSI”
Ludovico Ariosto
Agata Chiristie
Vittorio Gassman
Wolfgang Goethe
Sophia Loren
Madre Teresa di Calcutta
Reinhold Messner
Maria Montessori
Cesare Pavese
Lev N. Tolstoj

Per conoscere la compatibilità della Vergine con gli altri segni e per ulteriori informazioni, contattate le astrologhe Cinzia e Vlasta

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